Powell davanti al Congresso ha confermato ciò che i mercati volevano sentirsi dire. I tassi scenderanno nel corso del 2024 anche se la velocità con cui si procederà dipenderà dall’inflazione e dalla sua resilienza. La BCE mantiene intanto invariati i tassi nel meeting di marzo e l’euro si rafforza sopra i supporti chiave di 1,08.
Poche novità macro arrivate dai mercati nella settimana appena conclusa se non che la retorica dei banchieri centrali americani sembra virare verso una prudenza che a suo volta sembra ritardare la partenza dell’easing monetario. In Europa continuano a restringersi gli spread tra titoli periferici e Bund ma l’inflazione rallenta e i dati macro sono deludenti. Euro che ha reagito in modo eccellente sui supporti confidente su interventi a breve della BCE.
Poche news in arrivo dagli Stati Uniti dove il mercato assume più realismo circa l’evoluzione della politica monetaria. In un alternarsi di dichiarazioni dei vari banchieri centrali il mercato ha preso atto che ribassi nel costo del denaro non ci saranno prima dell’estate. Intanto in Europa riviste al ribasso tutte le stime di crescita ma anche qui si allontana il taglio dei tassi e l’euro recupera terreno.
Il dato sulla variazione annuale dei prezzi al consumo americana ha stupito in negativo gli analisti anche nel dato core depurato dalle componenti volatili. Si allontana il taglio dei tassi negli Stati Uniti mentre è tema attuale nell’area Euro dove il rallentamento economico è evidente. L’euro perde i supporti chiave ma ancora nulla è deciso.
Powell continua a fornire segnali ambigui sui tassi invocando la giusta prudenza prima di tagliare il costo del denaro alla luce dei recenti dati sull’economia a stelle e strisce decisamente tonica. Chi invece va in direzione opposta è l’Europa con dati macro deludenti soprattutto dalla Germania. E l’euro va giù ma si aggrappa ai supporti.
Nella di fatto dalla FED che si mantiene ferma sui tassi promettendo ai mercati che un taglio ci sarà ma solo quando l’inflazione avrà fornito concreti segnali di convergere definitivamente verso il 2%. In Europa confermata la crescita zero nel quarto trimestre anticipando un taglio nei tassi in primavera. EurUsd continua a premere sui supporti di 1,08.
Trump continua la sua cavalcata nelle primarie repubblicane che dovrebbero portarlo ad essere il candidato alla sfida con Biden. Mercati tranquilli in una settimana avare di dati e con la sola BCE protagonista ma con pochi spunti per gli investitori. EurUsd arriva su supporti rilevanti oltre i quali si aprirebbero finestre favorevoli al dollaro americano.
Mentre in America comincia la corsa alle presidenziali di novembre 2024 con il ritorno di Trump che i sondaggi danno in ascesa, l’economia reale fa segnare indicazioni contrastanti. In Europa scendono le aspettative di inflazione, in America i prezzi al consumo hanno smesso di scendere. EurUsd rimane intanto ingabbiato in un range che ha riportato il cambio ai valori di inizio 2023. Si avvicinano però supporti importati sui quali alcune indicazioni tattiche potrebbero arrivare.
Continuano ad arrivare indicazioni contrastanti da Europa e Stati Uniti. L’inflazione rallenta in Europa come l’economia, mentre negli States l’inflazione sembra faticare a scendere ulteriormente, ma l’economia prosegue nella sua corsa soprattutto di creazione di posti di lavoro. Borse incerte e EurUsd che si mantiene a ridosso delle resistenze che contano.
Le prime indicazioni macroeconomiche confermano un rallentamento nella crescita anche negli Stati Uniti, seppur con una recessione che appare lontana visto che il mercato del lavoro sta tenendo molto bene. Nel 2024 ci saranno le elezioni presidenziali e la FED, se vorrà agire, lo dovrà fare soprattutto nella prima parte del 2024. EurUsd si mantiene a ridosso delle resistenze.